Fabbrica d'Organi Tamburini

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La Fabbricazione di organi in Italia si è mantenuta fedele alla tradizione più a lungo che negli altri paesi europei e soltanto verso la fine del secolo XIX si avvertono i primi sintomi di una tendenza che porterà questo strumento tanto lontano dalle sue caratteristiche originarie.

Intorno al 1880 un organaro inglese di nome Trice, stabilitosi a Genova, realizzava un grosso organo con trasmissione elettrica.

Verso il 1884 il Trice si unisce in società con Anelli per dare vita ad un laboratorio di organaria a Codogno. Tra i loro dipendenti figura Giovanni Tamburini, che iniziava così il suo apprendistato.

Dopo qualche tempo Tamburini si trasferiva a Crema alle dipendenze di Pacifico Inzoli, affermato organaro lombardo, ed infine nel 1893 apriva una sua fabbrica che ben presto si affermava nella costruzione di organi dapprima meccanici e via via pneumatici ed elettrici.

Nel 1960 la Casa Organaria Tamburini occupava oltre 90 dipendenti e si producevano organi a trasmissione elettrica, solidamente costruiti e bene accolti dalla classe organaria dell’epoca.

In questo clima erano contestate le istanze di un gruppo di giovani organisti che proponevano un ritorno all’organo trdizionale con trasmissione meccanica. Ciononostante si diede inizio ad un lento lavoro di riscoperta di una tecnica e di una filologia che si ritenevano oramai superate.

E’ quindi vanto della ditta Tamburini l’essersi imposta per prima tra le case organarie nel recupero della tradizione dell’organo italiano sorretta in tale ricerca dall’esperienza acquisita negli anni precedenti.

L’azienda si occupava della costruzione e del restauro di organi a canne, attività cui si affiancava nel tempo la costruzione ed il restauro di clavicembali ed altri strumenti a tastiera.

La caratteristica fondamentale della ditta Tamburini era la completa autosufficienza,la possibilità cioè di costruire l’intero complesso organario, partendo dalle semplici materie prime: legname, stagno, piombo, pellami e tutto quanto necessita alla costruzione.

Non è facile individuare le realizzazioni più importanti, dovendole scegliere da un catalogo di circa mille opere eseguite dalla fondazione ad oggi.

Ci è sembrato pertanto opportuno fornire un breve elenco delle realizzazioni di maggior prestigio:

Ø Auditorium Nazionale di Città del Messico

Ø Auditorium RAI di Torino

Ø Auditorium RAI di Napoli

Ø Cattedrale di Messina

Ø Duomo di Milano

Ø Conservatorio di Piacenza

Ø Conservatorio di Bari

Per quanto riguarda il restauro, attività non meno impegnativa della costruzione “ex novo” vorremmo citare:

Ø Basilica di San Petronio a Bologna

Ø S.Maria della Scala a Siena

Ø Chiesa dell’Incoronata a Lodi

Ø S.Alessandro in Colonna a Bergamo

Ø S.Liborio a Colorno (PR)

La Fabbricazione di organi in Italia si è mantenuta fedele alla tradizione più a lungo che negli altri paesi europei e soltanto verso la fine del secolo XIX si avvertono i primi sintomi di una tendenza che porterà questo strumento tanto lontano dalle sue caratteristiche originarie.

Intorno al 1880 un organaro inglese di nome Trice, stabilitosi a Genova, realizzava un grosso organo con trasmissione elettrica.

Verso il 1884 il Trice si unisce in società con Anelli per dare vita ad un laboratorio di organaria a Codogno. Tra i loro dipendenti figura Giovanni Tamburini, che iniziava così il suo apprendistato.

Dopo qualche tempo Tamburini si trasferiva a Crema alle dipendenze di Pacifico Inzoli, affermato organaro lombardo, ed infine nel 1893 apriva una sua fabbrica che ben presto si affermava nella costruzione di organi dapprima meccanici e via via pneumatici ed elettrici.

Nel 1960 la Casa Organaria Tamburini occupava oltre 90 dipendenti e si producevano organi a trasmissione elettrica, solidamente costruiti e bene accolti dalla classe organaria dell’epoca.

In questo clima erano contestate le istanze di un gruppo di giovani organisti che proponevano un ritorno all’organo trdizionale con trasmissione meccanica. Ciononostante si diede inizio ad un lento lavoro di riscoperta di una tecnica e di una filologia che si ritenevano oramai superate.

E’ quindi vanto della ditta Tamburini l’essersi imposta per prima tra le case organarie nel recupero della tradizione dell’organo italiano sorretta in tale ricerca dall’esperienza acquisita negli anni precedenti.

L’azienda si occupava della costruzione e del restauro di organi a canne, attività cui si affiancava nel tempo la costruzione ed il restauro di clavicembali ed altri strumenti a tastiera.

La caratteristica fondamentale della ditta Tamburini era la completa autosufficienza,la possibilità cioè di costruire l’intero complesso organario, partendo dalle semplici materie prime: legname, stagno, piombo, pellami e tutto quanto necessita alla costruzione.

Non è facile individuare le realizzazioni più importanti, dovendole scegliere da un catalogo di circa mille opere eseguite dalla fondazione ad oggi.

Ci è sembrato pertanto opportuno fornire un breve elenco delle realizzazioni di maggior prestigio:

Ø Auditorium Nazionale di Città del Messico

Ø Auditorium RAI di Torino

Ø Auditorium RAI di Napoli

Ø Cattedrale di Messina

Ø Duomo di Milano

Ø Conservatorio di Piacenza

Ø Conservatorio di Bari

Per quanto riguarda il restauro, attività non meno impegnativa della costruzione “ex novo” vorremmo citare:

Ø Basilica di San Petronio a Bologna

Ø S.Maria della Scala a Siena

Ø Chiesa dell’Incoronata a Lodi

Ø S.Alessandro in Colonna a Bergamo

Ø S.Liborio a Colorno (PR)

 

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